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Cucina di Charta Autunno

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In questo numero Hans Tuzzi, noto come il più importante giallista del momento ci intrattiene con una divertente e quanto mai colta disamina delle piante velenose nella letteratura.
Immancabile l’elegante rubrica dedicata al Pinot grigio di Marco Scarpa, segue il pezzo di Andrea Pinton che indaga sul rapporto del vino con i film di Woody Allen e, dato che siamo in tema alcolico, il focus dell’articolo di Julian Zhara destinato al mondo di spiriti e distillati.
La rivista prosegue con la magica pozione di Ambrosia Arabica che MariaPaola Moroni ha tratto dall’omonimo libro di Angelo Rambaldi pubblicato nel 1691.
Non manca in questo n.3 un nuovo racconto sul nostro, oramai per antonomasia, Maestro Martino; ne riporta la grandezza storica e ne condivide il suo lascito presso i posteri, Antonella Campanini, docente di Storia dell’Alimentazione all’Alma Mater di Bologna. Per la storia dello spiedo, Matteo Ghirighini, direttore del Museo Garum di Roma ha tirato in ballo anche Omero alludendo a un vago sospetto che lo spiedo prima di approdare alla sua funzione di cottura fosse un’arma offensiva.
Pierangelo Federici racconta il lavoro e il menu del venerdì ebraico, frenetico e incalzante con vivande particolari per permettere la totale astensione a qualsiasi occupazione per rispetto verso lo shabbat.
Verso la fine un’altra commistione tra letteratura e cibo: di Robert Courdine (1910-1998) uno dei massimi scrittori gastronomici francesi, presentatoci da Pasquale Di Palmo, ci racconta le ricerche golose, tra un’indagine e l’altra del commissario Maigret, personaggio uscito dalla fantasia e dalla penna brillante dello scrittore belga di lingua francese, Georges Simenon (1903-1989).
Da segnalare il curioso articolo di Alessia Cipolla sul servizio alla francese di cui non spoileriamo niente.