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Ritagli di Charta. Tipografi

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Dalla collana Ritagli di Charta il settimo numero: Tipografi

Novacharta 2015

La raccolta dedicata al 500 anniversario della morte di Aldo Manuzio con gli articoli più interessanti della nostra rivista.

In Aedibus Aldi et Andreae soceri
di Vito Salierno

La storia della vita di Aldo Manuzio dalla prima stamperia ai libelli portatiles, alle edizioni più importanti, all’invenzione del corsivo italico che per la prima volta fece la sua comparsa nel De Aetna di Pietro Bembo.

 

Filippo e Bernardo Giunta, fiorentini
di Vito Salierno

La storia della famiglia Giunta, una famiglia di stampatori, editori e librai che fiorì e si diffuse in tutta l’Europa tra il XV e il XVII secolo.

 

L’editoria musicale nel XIX secolo
di Mauro Chiabrando

Nella prima metà del secolo Casa Ricordi si fece promotore del rinnovamento tecnico della stampa musicale, introducendo metodi più semplificati ed economici di stampa in calcografia e della litografia. e fu l’editore unico delle opere di Giuseppe Verdi.

 

Anton Francesco Doni
di Giovanni Bertozzi

Egli si ritraeva così:“In prima, io sono grande una buona spanna di più di un passetto di duo braccia, ho gli occhi rossi com’ un prosciutto, il viso bigio come un rosigniuolo, dritta come un solco la persona e sufficiente grandezza di naso e d’orecchio […] Una capigliatura bella come un mucchio di fieno; riluco poi come una finestra di vetro”.

 

Aldo, Francesco e il De Aetna
di James Clough

Pietro Bembo è entrato nella storia come umanista e scrittore, ma dopo avere pubblicato il De Aetna, il suo libro e anche il suo nome si sono legati in modo significativo anche alla storia della tipografia per un carattere che in un “revival” della Monotype del 1929 verrà chiamato, appunto, Bembo.

 

Bodoni senza caratteri
di Leonardo Farinelli

Giambattista Bodoni e le sue lettere.

Per la sua famiglia, Giambattista è, diremmo oggi, un mito. Il fatto che uno di loro abbia lasciato Saluzzo, per andare a Parma, città capitale di uno Stato, è considerato un’ascesa sociale notevole e inimmaginabile. E la stamperia, che egli dovrà fondare e dirigere a Parma, non è paragonabile a quella di famiglia (che stampa calendari e almanacchi, lettere pastorali e immagini sacre). Nell’immaginario del parentado Giambattista è un nome da spendere, un nome il cui prestigio si riverbera positivamente su tutti; è una persona che per il fatto di servire dei regnanti, deve avere le chiavi che aprono tutte le porte.

 

Back to Gutenberg
di Pier Luigi Vercesi

Nel XIX secolo William Morris cominciò la creazione della tipografia a fianco della Kelmscott House. Le mille riflessioni avevano portato a una certezza: la nuova tipografia avrebbe ricalcato, nella tecnologia e nel gusto, le stamperie degli albori, quelle dei primi vent’anni dalla Bibbia di Gutenberg. Il torchio da stampa doveva essere un Albion, simile a quelli usati per premere i primi caratteri mobili sulla carta accatastata nel tugurio di Magonza.

 

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