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Ritagli di Charta. Locandine Politiche

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Ritagli di Charta è la nuova collana digitale di Nova Charta che raccoglie, seguendo il criterio della soggettazione tematica tipica della rivista, alcuni tra gli articoli che hanno destato più interesse apparsi nel corso dei suoi vent’anni di pubblicazione. L’ottavo numero raccoglie gli articoli Tratti dai numeri di Charta 23, 30, 33, 59, 66, 82, 110 di Vito Salierno, Simonetta Pelusi, Marco Fragonara, Alessandro Romano, Paolo Lombardi, Flavia Farina.

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Dalla collana Ritagli di Charta l’ottavo numero: Locandine Politiche

Novacharta 2015

I cartelloni della II Guerra Mondiale di Vito Salierno

Il problema e il compito di far propaganda alla guerra furono affidati, dagli inizi del 1940 al Ministero della Cultura Popolare: uno degli strumenti adoperati per ottenere un consenso sempre più difficile da raggiungere fu il manifesto.

Immagini di una rivoluzione di Simonetta Pelusi

Precursori del manifesto politico sovietico furono i Lubok, stampe popolari diffuse fra il XVIII e il XIX secolo, ma il primo manifesto russo di contenuto apertamente rivoluzionario apparve soltanto nel 1901.

Propaganda per le prime elezioni repubblicane di Marco Fragonara

Il manifesto italiano, già in epoca fascista aveva come intento principale di trasformarsi in strumento di propaganda dai toni polemici che si rivolgesse in particolar modo agli indecisi.

Gli “artisti rossi” della guerra civile di Alessandro Romano

Maestri del manifesto di propaganda furono due artisti arrivati a questo genere, ormai strutturato in forme definite, con differenti esperienze grafiche alle spalle. Vìktor Nikolàevicˇ Denìsov (pseudonimo Denì) e Dmìtrij Stachievicˇ Orlòv (pseudonimo Moòr).

Lucio Venna Landsmann, il cartellonista futurista di Paolo Lombardi

“L’umanità ha bisogno ancora di qualche iniezione di siero futurista” urlavano Emilio Notte e Lucio Venna nell’ottobre del 1917 dalle colonne della fiorentina “L’Italia Futurista”. I due giovani pittori dichiaravano così la loro visione poetica nel manifesto Fondamento lineare geometrico. Al genio ed ai muscoli degli incrollabili amici pittori futuristi.

I nostri antenati di Paolo Lombardi

Le elezioni che si susseguirono dal 1946 al 1953 e che, in assenza del medium televisione, furono animate da un’ampia produzione di manifesti pubblicitari realizzati da una brigata di illustratori rimasti in gran parte anonimi.

Al Museo del Manifesto di propaganda di Shanghai di Flavia Farina

La collezione di Yang Pei Ming conta più di cinquemila manifesti. Nel museo ne è esposta solo una piccola parte ma si spera, in futuro, di arrivare ad almeno 800-1000 esemplari, visibili a rotazione.

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