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Ritagli di Charta. Horror

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Ritagli di Charta è la nuova collana digitale di Nova Charta che raccoglie, seguendo il criterio della soggettazione tematica tipica della rivista, alcuni tra gli articoli che hanno destato più interesse apparsi nel corso dei suoi vent’anni di pubblicazione. Questo Ritaglio è dedicato ai racconti e alle illustrazioni legate al genere horror. Gli articoli sono di: Corrado Farina, Giordano Berti, Edoardo Fontana, Elisabetta Gulli Grigioni e sono tratti dai numeri 43, 54, 79, 106, 121, 134, 136.

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Descrizione prodotto

Dalla collana: Ritagli di Charta: Horror

Nova Charta 2017

Un repertorio del “memento mori”. Danze macabre del Novecento di Corrado Farina

Da Holbein a Mérian, da Chovin a Girardet, tutti i più celebri incisori che rappresentarono la figura della Morte dalle danze macabre fino alle forme più recenti ispirate al futurismo e al cubismo.

Uno scrittore in bianco e nero. I disegnatori di Edgar Allan Poe di Corrado farina

Gli illustratori di Poe, anche i più celebri come Odilon Redon e Edouard Manet, per rendere al meglio l’angoscia dei suoi racconti ebbero sempre una forte predilezione per il bianco e il nero e per una gamma di sfumature che va dal viola scuro al grigio.

Mostri marini di Giordano Berti

Secondo molte leggende, sul fondo degli oceani giacciono mostri spaventosi che, pur sconfitti all’alba dei tempi dagli dei solari, attendono di combattere la battaglia finale per il dominio cosmico. Non importa indagare nelle culture di popoli lontani; basti ricordare il serpente di Midgard della mitologia germanica, il biblico Leviatano e, in ambito greco, le Arpie, generatrici di tremende bufere, Scilla e Cariddi, temibili gorghi, o anche Tifone, Cheto e Forchi, padri di altri mostri marini.

Libri da vampiri. Trattati a tema settecenteschi di Giordano Berti

L’immagine odierna del vampiro è indissolubilmente legata al cliché imposto da centinaia di film prodotti a partire dal 1922, quando in Germania vide la luce una pellicola che è una pietra miliare, nella storia della cinematografia: Nosferatu, eine Simphonie des Grauens, di Friedrich Murnau. In realtà erano già usciti, in Europa e soprattutto negli Stati Uniti, una trentina di film dedicati ai vampiri, ma quello di Murnau, oltre ad essere un autentico capolavoro, fu il primo a basarsi sul romanzo principe della letteratura vampiresca: Dracula, di Bram Stoker, edito a Londra nel 1897.

Attenti al lupo. Una Bestia inafferrabile nelle cronache milanesi del 1792 di Giovanni Biancardi

Mario Comincini, volle studiare non il lupo “mitico”, ma quello “storico”. I nostri archivi abbondavano di notizie sul comportamento dei lupi, quando non erano animali in estinzione e largamente popolavano anche i boschi lombardi. Lo studioso le ha quindi raccolte giungendo a tracciare un quadro davvero sorprendente dei rapporti uomo-lupo, che ha illustrato in un elegante volume del 1991 La Bestia feroce. Quando i lupi mangiavano i bambini nell’Italia padana e riproposto in quello che resta tutt’ora il più importante saggio italiano sull’argomento: L’uomo e la “Bestia antropofaga”. Storia del lupo nell’Italia settentrionale dal XV al XIX secolo

Lo Strano Caso. Le traduzioni italiane di Jekyll & Hyde di Edoardo Fontana

La prima metà del Novecento vide innumerevoli adattamenti e pessime interpretazioni dei suoi lavori. Nel 1902 per trovare la prima traduzione italiana di Lo strano caso del dott. Jekyll e del Signor Hyde pubblicata a puntate – dal numero 12 del 1902 al numero 10 del 1903 – sul periodico romano “La nuova parola”. La traduzione è quella dell’esoterista Arturo Righini.

Nera Signora. Immagini, segni e geroglifici della morte di Elisabetta Gulli Grigioni

La Morte è probabilmente, il più potente produttore di documenti cartacei scritti e decorati: certificati, partecipazioni, cartigli dorati o in argento e nero, protezioni per lumini cimiteriali, non quantificabili telegrammi e biglietti di condoglianze e di elegantissimi lutti, santini funebri e commemorativi, e ancora si potrebbe continuare. Quasi tutti gli elementi citati, poi, oggi, malgrado la loro appartenenza al regno dell’effimero, si pongono come oggetto di collezionismo e di studio.

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