La marchesa degli angeli (miniati)
Il nostro editore Vittoria de Buzzaccarini è stata intervistata dal Corriere della sera per l’inserto settimanale del giovedì “Sette”. L’articolo di Antonio D’Orrico è stato pubblicato il 3 aprile e noi lo riportiamo anche sui nostri siti.
Mettete la famiglia più antica di Padova, i marchesi de (mi raccomando la di minuscola) Buzzaccarini. Gente che per farsi fare il mausoleo di famiglia ingaggiava un maestro trecentesco come Giusto de’ Menabuoi. Gente che ha dato i natali a vescovi, cardinali, giuristi e astronomi (e anche al sior marchese Ludovico che fu decapitato dai veneziani e ancora non si è capito il perché. Gente di grande snobismo che coltivava idee ghibelline e prestava soldi e armi al governo della Serenissima. E ora mettete una ragazza di nome Vittoria de Buzzaccarini. Brunoro, suo padre, è un brillante ufficiale di carriera che ha servito la patria e, soprattutto, re Vittorio Emanuele terzo di cui è stato strettissimo collaboratore. Vittoria è figlia unica e ha sempre vissuto, come dice lei stessa, “con il culo nel burro”. Ma una mattina (siamo agli inizi degli Anni Cinquanta del Novecento, ancora ben lontani dunque dal ’68 e dalla stagione della contestazione), Vittoria fa ai suoi genitori un discorso che è all’incirca il seguente: “Cari marchesi, mi avete rotto. Me ne vado”.
Biblioteca chiusa per degrado!
La Biblioteca dei Girolamini di Napoli è una delle biblioteche storiche più importati d’Italia e conserva 150 mila manoscritti e libri antichi che fanno parte ormai del patrimonio librario mondiale. Fu aperta al pubblico nel 1586 e fu la biblioteca che Gian Battista Vico frequentava durante le molteplici ore di studio.
Una biblioteca dunque il cui contenuto è considerato assolutamente e indiscutibilmente prezioso.
Dal 1980 inizia il declino: l’edificio viene usato come luogo di ospitalità per gli sfollati del terremoto e da quel momento comincia a svanire dal panorama culturale, anche per gli stessi intellettuali e studiosi napoletani che la eliminano, sebbene involontariamente, dal novero delle biblioteche dedicate all’approfondimento e alla ricerca.
Il degrado e l’abbandono hanno portato oggi a decidere di chiuderla per riordino e manutenzione e il direttore Marino Massimo Caro ha denunciato alla Procura della Repubblica la scomparsa di millecinquecento libri.
A prescindere dai trascorsi del direttore di cui potete leggere qui i dubbi in un appello indirizzato al Ministro Lorenzo Ornaghi firmato da circa cinquecento intellettuali italiani, abbiamo voluto mettere in evidenza una notizia che affligge molte delle nostre biblioteche e cioè la scarsa attenzione a un patrimonio culturale e a beni così delicati e preziosi che spesso, proprio perchè ne siamo detentori, vengono messi da parte o dati per scontati.
La nostra speranza è che, non solo, si usino le competenze di cui il nostro Paese è ricco, ma anche che si usi la massima cura nei confronti di luoghi che racchiudono la nostra memoria storica.
Musica in scatola
Riportiamo l’articolo di Marco Fragonara apparso sul numero 3 de Il Curioso.
Per tutti i collezionisti e gli appassionati di boites à musique:
Napoleone le regalava ai suoi generali, sotto forma di piccole tabacchiere, nelle quali faceva installare minuti meccanismi musicali, tanto che ancora nel 1830 era in voga il “Valzer della tabacchiera” di un anonimo compositore che si firmava con le iniziali M.S.
Parliamo delle boîtes à musique, strumenti un tempo usati per la riproduzione meccanica del suono, prima che fossero inventati il fonografo, il giradischi, il lettore di compact disc e il recentissimo DVD.











