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Concorso libro d’ artista

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Che cos’è un libro d’artista?

Sono libri stampati in copie numerate o addirittura in edizione singola illustrati da un artista che prende ispirazione dalla storia che deve rappresentare, insomma delle opere d’arte uniche e originali.

Per chi volesse approfondire Nova Charta ha pubblicato qualche tempo fa Ritagli di Charta. Libri d’artista in cui sono raccolti alcuni articoli che trattano dei maggiori artisti in questo campo.

Segnaliamo l’iniziativa dell’ Accademia Pascoliana che bandisce un concorso finalizzato alla valorizzazione del paesaggio nella poetica di Giovanni Pascoli come illustrata in libri d’artista.

Concorso internazionale Libro d’Artista dedicato al paesaggio pascoliano

Il concorso è aperto ad artisti del libro manuale italiani e stranieri che realizzano libri di stampa manuale con inserite almeno tre grafiche originali che illustrino il paesaggio pascoliano.

Per scaricare il bando di concorso potete accedere alla pagina dei siti di riferimento:

www.accademiapascoliana.it

www.casapascoli.it 

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Charta 145: Rimando… s’impara

A pochi giorni dall’uscita del nuovo numero di Charta, pubblichiamo qui un’anteprima del bell’articolo di Pompeo Vagliani Rimando… s’impara. Viaggio incantato tra i libri didattici di Otto e Novecento. Interessante excursus sull’evoluzione dei libri scolastici per agevolare l’apprendimento dei bambini.

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Rimando… s’impara. Viaggio incantato tra i libri didattici di Otto e Novecento 

di Pompeo Vagliani

Memore del celebre precetto oraziano del miscere utile dulci, la didattica giocosa dell’Ottocento e del primo Novecento prosegue in modo creativo gli obiettivi dell’ “ammaestrare dilettando”, rinnovandone metodi e strumenti. L’evoluzione pedagogico-estetica di questo approccio didattico si coglie nello sforzo di molti autori e illustratori di rendere gradevole e divertente per i bambini lo studio delle materie scolastiche più disparate, dalle sacre scritture alla geografia; questo orientamento giocoso e innovativo si applica in particolare a quelle discipline, quali l’aritmetica, la grammatica o la musica, che sono caratterizzate dalla gravosa presenza di regole e definizioni che devono essere memorizzate.

Nel materiale librario (e in particolare in quello conservato presso il Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia di Torino, da me presieduto, da cui provengono gli esempi che qui mostriamo) si rivelano centrali il ruolo dell’immagine, di qualità grafica generalmente elevata, e della modalità comunicativa, che – al contrario dei più diffusi modelli costrittivi e punitivi – valorizza la motivazione all’apprendimento ricorrendo a rime, ritmi (spesso in forma di filastrocca) per facilitare la memorizzazione delle regole e avvicinare alla materia in modo divertente.

Altra strategia vincente è la personificazione e l’antropomorfizzazione di personaggi fantastici, tipici del mondo della fiaba, per introdurre concetti e funzioni astratte. Si tratta sovente di materiali di notevole rarità e suggestione, che da una lato documentano la straordinaria qualità grafica della produzione del tempo – con calcografie e litografie colorate a mano o cromolitografie – e dall’altro testimoniano l’inventiva e la creatività degli ideatori, tanto da offrire anche oggi spunti didattici pieni di sorprese.

Giocose moltiplicazioni

Uno dei libri capostipiti della didattica giocosa in queste discipline è Marmaduke Multiply’s Merry Method of Making Minor Mathematicians. Solo il titolo è tutto un programma… Fu pubblicato la prima volta a Londra tra il 1816 e il 1817, dall’editore John Harris, prima Immagine23socio di John Newbery, fondatore dell’editoria per l’infanzia inglese di fine Settecento, e poi titolare della famosa libreria editrice omonima. Il libretto, di un piacevole formato quadrotto, compare all’interno della collana “Harris’s Cabinet of Amusement and Instruction” inaugurata nel 1807 e comprendente altri volumi quali Peter Piper’s Practical Principles of Plan and Perfect Pronunciation del 1813, primo a inaugurare una fortunata serie di divertenti “titoli scioglilingua”, che avevano lo scopo di anticipare il tono giocoso del contenuto.

L’opera è divisa in quattro parti, edite separatamente: ognuna delle complessive 69 pagine (stampate solo al recto) riporta una calcografia colorata a mano accompagnata dabrevi distici con i risultati di semplici moltiplicazioni progressive, una sorta di tavola pitagorica illustrata in cui i risultati sono resi facilmente memorizzabili attraverso il gioco delle rime. Gli oggetti o personaggi delle figure, vicini al mondo dell’infanzia, richiamano situazioni umoristiche, a volte comiche.

Nelle varie ristampe e riedizioni (molte furono pubblicate in America) si evidenziano interessanti varianti in funzione dei cambiamenti politici e sociali del tempo. In una ristampa americana del 1850, per esempio, sono eliminati tutti i riferimenti alle vittorie inglesi su Napoleone presenti nella prima edizione: “Twice 11 are 22 | We’ll drink to the hero of Waterloo” diventa “Twice 11 are 22 | Mister, can you mend my shoe?” e “Nine times 9 are 81 | I’ll bet five pounds on Wellington” diventa “Nine times 9 are 81 | See how fast those horses run”. (…)

(Le immagini riprodotte provengono dai libri didattici conservati presso il Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia di Torino)

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